Jon Snow – alla ricerca della verità sui genitori [parte 2]

Chi sono i genitori di Jon Snow?

Ecco uno stralcio di un articolo di Martina Frammartino su fantasymagazine.it. Lo stralcio si apre con Robert Baratheon e il suo odio per i Targaryen:

[…] Ripensando alla sua perduta Lyanna Robert è ancora pieno di furore nei confronti di Rhaegar Targaryen, l’uomo che l’avrebbe rapita e stuprata ripetutamente. Odia i Targaryen e non esita a dichiarare “«Li ucciderò Stark, tutti. Scompariranno dalla faccia della terra come i loro draghi e io piscerò sulle loro tombe»” (Martin, Il trono di spade, op.cit., pag. 129). In realtà nella sua furia Robert è molto più personale e diretto contro i membri della precedente dinastia regnante quando afferma “I will kill every Targaryen I can get my hands on, until they are as dead as their dragons, and then I will piss on their graves” (Martin, A Game of Thrones, op.cit., pag. 113). Lui vuole uccidere tutti i Targaryen su cui è in grado di mettere le mani, specificando chiaramente il cognome. Non è solo il desiderio di donare stabilità al suo trono, che potrebbe essere contestato dall’antica dinastia, ma più chiaramente un odio personale nei confronti di Rhaegar e di tutta la sua famiglia. Con un sentimento ancora così forte è normale che Ned preferisca mantenere il segreto sulle vere origini di Jon Snow, mai spiegate chiaramente da Martin ma comunque evidenti grazie all’altissimo numero di indizi presenti nei romanzi. Jon è figlio dell’amore fra Rhaegar e Lyanna, ma se Robert venisse a conoscere la verità vedrebbe nel ragazzo non il figlio della donna che amava ma quello dell’uomo che glie l’aveva portata via e lo farebbe uccidere. Ned mente per proteggere Jon, e tradurre le parole forti di Robert con altre più tenui fa perdere il senso di pericolo che ancora circonda la verità. Una verità che Altieri sembra aver fatto del suo meglio per tenere nascosta, visto che quando Ned pensa al ritrovamento dei meta-lupi gli mette nella mente un “suo figlio Jon Snow” (Martin, Il trono di spade, op.cit., pag. 225) che non ha corrispondenti nella versione originale, dove compare un semplice “Jon” (Martin, A Game of Thrones, op.cit., pag. 198: “What was it that Jon had said when they found the pups in the snow?”, ben diverso dall’italiano “E suo figlio Jon Snow… Le parole che aveva pronunciato quando avevano trovato la cucciolata di meta-lupi nella neve”).
Una modifica apparentemente banale, che cambia però il senso di tutta una storia. La frase di Eddard è presa da un flusso di coscienza, una di quelle cose che il personaggio pensa solo per sé, senza sognarsi minimamente di dirla ad alta voce. In casi come questi è impossibile mentire a meno di incorrere nell’autosuggestione. I lettori italiani potrebbero erroneamente essere indotti a credere che Ned è davvero il padre di Jon a causa di un’arbitraria aggiunta del traduttore. E questa non è l’unica grave aggiunta che è possibile trovare in questa saga.

(parlando del torneo di Approdo del Re presenziato da re Aerys)

A livello molto più personale nasce l’amicizia fra Howland Reed e Lyanna ed Eddard Stark, e Eddard si innamora di Ashara Dayne. Che fra i due ci sia qualcosa è evidente da numerosi passaggi (…), anche se nessuno ha mai spiegato con chiarezza cosa è avvenuto. Oltre a Ned e Lyanna al torneo c’erano il fratello maggiore, Brandon, e il minore, Benjen (Martin, Tempesta di spade, op.cit., pag. 378. Molte vicende relative al torneo come la presenza di tutti gli Stark, la nascita dell’amicizia fra Eddard e Howland Reed e la comparsa del cavaliere misterioso sono raccontate da Meera Reed nelle pagine 375-382). Brandon era senza dubbio il leader del gruppo, e non solo per motivi anagrafici. Aveva un carattere irruento e faceva solo quello che voleva (…), mentre Eddard era già ligio al dovere e sempre preoccupato di fare la cosa giusta.

Un fatto apparentemente poco significativo, ma dalla portata potenzialmente enorme, è il fatto che Eddard Stark ha ballato con Ashara Dayne, ma “«solo dopo che il lupo selvaggio era andato a parlarle, in quanto suo fratello era troppo timido per lasciare la panca»” (Martin, Tempesta di spade, op.cit., pag. 379).

Sono tutti piccoli dettagli che si incastrano l’uno nell’altro, fino a un ricordo di Barristan Selmy che apre nuove prospettive.

[…]
Ma la figlia di Ashara era nata morta, e la sua splendida lady poco tempo dopo si era gettata da una torre, straziata dal dolore per l’infante che aveva perduto, e forse anche per l’uomo che l’aveva disonorata ad Harrenhal. Ashara era morta senza mai sapere che ser Barristan l’amava. “E come avrebbe potuto immaginarlo?” Lui era un cavaliere della Guardia reale, che aveva prestato giuramento di celibato. Non sarebbe accaduto nulla di buono, anche se lui le avesse rivelato i propri sentimenti. “Ma non è accaduto nulla di buono neanche rimanendo in silenzio. Se avessi disarcionato Rhaegar e incoronato Ashara come regina dell’amore e della bellezza, lei avrebbe guardato me invece di Eddard Stark?”
[…]

Qui per la prima volta si parla di un figlio di Ashara Dayne, quindi certo qualcuno è andato ben oltre le semplici parole. Ma chi? Il traduttore punta il dito su Eddard, cosa che invece George non ha fatto. Molto più genericamente il ser Barristan di Martin si chiede “If I had unhorsed Rhaegar and crowned Ashara queen of love and beauty, might she have looked to me instead of Stark?” (Martin, A Dance with Dragons, op.cit., pag. 879).

Escludendo per ovvie ragioni Lyanna al torneo erano presenti ben tre Stark: Brandon, Eddard e Benjen. In assenza di ulteriori informazioni non c’è alcuna prova che dica che a mettere incinta Ashara sia stato Eddard anzi, se si considera il carattere dei personaggi coinvolti nella vicenda il principale sospettato diventa Brandon. Non è una questione da poco visto che intorno alla gravidanza, alla figlia che forse è un figlio e che forse non era nato morto (…), e al suicidio di Ashara si concentrano teorie che troveranno la loro risposta — giusta o sbagliata che sia — solo nei prossimi volumi. Con un semplice nome in più la traduzione ha depistato i lettori italiani, fornendo quasi certamente un’informazione sbagliata.
[…]

da: http://www.fantasymagazine.it/approfondimenti/18518/7/
a: http://www.fantasymagazine.it/approfondimenti/18518/11/

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