Jon Snow – il Portatore di Luce

E se Jon Snow fosse Portatrice di Luce? In italiano la cosa suona piuttosto male, essendo noi costretti ad assegnare un genere alle cose, ma in inglese il termine Lightbringer può significare sia portatore che portatrice di luce. Ora, Portatrice di Luce è sempre stata “raccontata” come una spada, quindi perché molti fan pensano che possa essere in realtà una persona e nello specifico Jon Snow?

Il presupposto di questa teoria è che Lyanna Stark e Rhaegar Targaryen siano i genitori di Jon Snow (per chiarimenti in merito vedere l’articolo sui genitori di Jon Snow).

Ecco come, in “Il Regno dei Lupi”, Salladhor Saan dice che la Portatrice di Luce sia stata forgiata (mentre leggete il racconto, immaginate che non si tratti della forgiatura di una spada, ma della storia di un uomo che tenti di avere il suo terzo figlio da una donna, che morirà partorendolo:

Per cento giorni e cento notti lui rimase curvo sulla terza lama, e quando i fuochi sacri l’ebbero portata al calor bianco, Azor Ahai chiamò sua moglie. “Nissa Nissa” le ordinò, perché quello era il suo nome. “Scopriti il seno, e sappi che ti amo più di qualsiasi altra creatura a questo mondo.” E lei obbedì. Perché lo fece non saprei dire, e Azor Ahai affondò la spada incandescente nel suo cuore pulsante. Si racconta che il grido di Nissa Nissa, un grido di angoscia e di estasi a un tempo, fu talmente terribile da aprire una crepa sulla faccia della luna. Ma il sangue di Nissa Nissa, e la sua anima e la sua forza e il suo coraggio, tutto questo penetrò nell’acciaio. Tale è la storia di come venne forgiata la Portatrice di luce, la Spada rossa degli eroi.

(Il Regno dei Lupi, Davos I)

Salladhor si chiede come mai la donna avesse accettato di farsi infilzare con una spada. Ecco, credo non sia necessario spiegare come funzionerebbe qui il doppio senso, qualora si la Portatrice di Luce che esce dal corpo della donna insanguinata fosse Jon Snow.

Tanto per essere sicuri che Martin possa usare una metafora del genere, ecco cosa dice lady Dustin a Theon nelle cripte di Grande Inverno parlando di Brandon Stark:

“Brandon non aveva esitazioni nel prendersi quello che voleva. Adesso sono vecchia e inaridita, vedova da troppo tempo, ma ricordo ancora il sangue della mia verginità sul suo ca**o, la notte in cui venne da me. Penso che quel sangue sia piaciuto anche a Brandon. Una spada insanguinata è bellissima, sì. Fu doloroso, certo, ma fu un dolore dolce”

(A Dance with Dragons)

La metafora della spada, il dolore “dolce”… tutto in questo dialogo sembra essere quasi una stele di Rosetta per spiegare la storia della Portatrice di Luce.

Ed ecco sofferenza o estasi ricomparire sempre ne Il Regno dei Lupi e, guarda un po’, riferite a un parto:

Melisandre di Asshai abbassò il cappuccio e scivolò fuori dal mantello; sotto era completamente nuda, e anche grottescamente gravida. I seni rigonfi cascavano pesanti sul suo petto, e il ventre sembrava sul punto di esplodere.

«Gli dei ci aiutino…» sussurrò Davos.

La donna rossa rispose con una risata gutturale, distorta. I suoi occhi erano braci fiammeggianti. Il sudore che copriva la sua pelle pareva dotato di una demoniaca luminescenza interna. Melisandre di Asshai scintillava. Con il respiro pesante, la donna rossa sedette sui talloni e divaricò le gambe. Il sangue le stava ruscellando lungo le cosce, nero come inchiostro. L’urlo che le sfuggì dalle labbra poteva essere di sofferenza. O anche di e-stasi. O di tutte e due le cose insieme. Davos vide la sommità del cranio di un essere apparire dall’orifizio nel grembo di lei. Due mani emersero da dentro Melisandre insieme a un’altra cascata di sangue nero. Poi vennero le braccia, arti neri che si contorcevano alla ricerca di un appiglio. Alla fine, l’essere fu completamente fuori del suo corpo. Un’ombra, nient’altro che un’ombra.

(Il Regno dei Lupi)

Questo passaggio è nel secondo capitolo dedicato al punti di vista di Davos ne Il Regno dei Lupi, mentre la storia della Portatrice di Luce è raccontata nel primo capitolo di Davos nello stesso libro.

 

Considerato che la “spada magica” è un tropo tipico del fantasy e che George Martin ama distruggere i luoghi comuni, nascondendo dietro gli stessi sorprese inaspettate e posti gli indizi di cui sopra, credo ci sia spazio per la speculazione secondo cui Jon Snow è il Portatore di Luce (Lightbringer).

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